BENVENUTA/O NEL FORUM DI ARCILESBICA NAPOLI! GLI UTENTI NON REGISTRATI POSSONO ACCEDERE LIBERAMENTE SOLO ALLE PRIME DUE SEZIONI E ALLA CHAT; GLI UTENTI REGISTRATI POSSONO SCORAZZARE OVUNQUE! BUONA PERMANENZA E GRAZIE PER AVERCI VISITATO
Arci Lesbica Napoli [associazione culturale di ragazze lesbiche e bisex]

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ritorna Arcinema: il cineforum di Arcilesbica Napoli, terza edizione!!
view post Posted on 8/10/2009, 20:27Quote
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Gentil Lella

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Riparte il cineforum di Arcilesbica Napoli!

Martedì 13 ottobre presso il Volver café, piano interrato, h. 20
Ingresso socie & happy hour: 7euro
Ingresso non socie & happy hour: 10euro
C'è anche la possibilità di tesserarsi!



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Bavarian Film Awards 2007: miglior attrice (Monica Bleibtreu ), miglior soggetto; miglior attrice esordiente (Hannah Herzsprung )
Biberach Film Festival 2006: Gran premio e premio del pubblico
Hof International Film Festival 2006: miglior scenografia
Shanghai International Film Festival 2006: miglior film
Sofia International Film Festival 2007: miglior regia, premio FIPRESCI



Recensione di Delia Vaccarello - L'Unità

«Quattro minuti» per riscattare due vite
Violenza e talento tra donne in cella

La vita dimezzata dalla colpa e dalla violenza. Il messaggio arriva attraverso le immagini come una stilettata. In apertura, la detenuta Jenny è sulla brandina, alle sue spalle il corpo di una compagna di cella che si è impiccata. Jenny prende le sigarette dalla tasca del cadavere penzolante e fuma avidamente. Con la stessa avidità suonerà il piano dando le spalle alla tastiera con i polsi ammanettati. Le scene ci segnalano che si può sopravvivere all’orrore, alla violenza e alla colpa, che si può convivere con le atrocità incatenando una parte di noi, cioè tramite la dissociazione. Una parte non sente, e il resto della personalità vive al di là di una parete stagnante. Esseri a metà. Succede quando la brutalità ci lacera o la colpa ci tormenta. Nel film Quattro minuti di Chris Kraus con Monica Bleibtreu (nel ruolo della maestra di musica) e Hannah Herzsprung che interpreta Jenny, i due personaggi principali, tra cui si tenderà faticosamente un filo di intesa e di seduzione, sono dimezzati. Le lezioni di musica impartite da un’ottantenne alla detenuta, incatenata dalla sua stessa violenza prima che dalle guardie, non offrono un mezzo di espressione all’intera persona. L’insegnante dirà all’allieva che ha azzannato un secondino: «Come persona ti disprezzo, ma posso darti lezioni per la Musica». La maestra, a sua volta, è ammanettata al passato. A un lontano giorno in cui i nazisti, con la sua collaborazione, mandarono a morte la donna da lei amata. La colpa da cui dissociarsi, volando nelle atmosfere gelide dell’arte per l’arte, è doppia: il lesbismo vissuto come macchia «da nascondere» e il tradimento. Gelido è spesso il film nella narrazione, nei primi piani che ritraggono una donna lesbica brutta, segnata dal rifiuto di se stessa. Eppure tra le pareti stagnanti dell’anima un filo si tende. Quando le due protagoniste riusciranno a parlare, la maestra dirà all’artista: «Il tuo compito non è la leggerezza della distruzione». E pare che in quel momento riveda la sua vita, la «leggerezza» con la quale ha favorito l’impiccagione dell’amata. Pare che riveda l’orrore anche per Jenny, che nella detenuta impiccata aveva colto solo la possibilità di rubare una sigaretta. «Non so che senso abbia avuto la mia vita, ma il tuo compito è chiaro», prosegue. E si riferisce al dovere di assecondare il talento. Il richiamo al senso della vita può essere un invito all’interezza. Non solo avidità, ma significato. La ragazza suonerà dinanzi a un pubblico in visibilio per 4 minuti, grazie all’evasione dal carcere orchestrata dalla maestra. La donna anziana, questa volta, ha tradito il potere per la «liberazione» di una sua pupilla. Jenny stupirà con un mix di musica classica e africana, esibendo un talento «completo». Dopo i 4 minuti tornerà in cella. Non sappiamo se continuerà ad essere metà avida e metà reclusa.




Edited by Scar - 9/10/2009, 15:48

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Io non so più dolce cosa
nè dimora altra mi piace,
che vagar nella mia pace,
come nube in cielo vasto.
A me stessa, è vero, basto,
non mi punge alcuna brama;
pur amar posso chi m'ama
e investirlo del mio fuoco.
Voi m'udite ora; fra poco
chi sarà da me beato?
Forse un misero cascato
fino al fondo giù nell'onta.
Una grazia piena e pronta
gli fa impeto nel cuore;
trasfigura il suo dolore
nella grande unica cosa

Umberto Saba
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sconfiggiamo insieme l'orribile piaga che flagella i cessi italiani: LA GARDINITE!!
 
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view post Posted on 27/10/2009, 23:27Quote
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Gentil Lella

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Martedì 3 novembre presso il Volver café, piano interrato, h. 20
Ingresso socie: 2 euro
Ingresso non socie: 5 euro
Happy Hour prima o dopo la proiezione
C'è anche la possibilità di tesserarsi!

con la partecipazione dell'associazione trans genere


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Recensione di Delia Vaccarello - L'Unità

Vincerò col rossetto sulle labbra

Il coraggio del rossetto. Il volto del bimbo resta catturato dall’attrice che in occasione della fiera di paese canta una insolita litania: “Sebbene io sia una gentile donna non sopporto di essere sottomessa”. Il rossetto le cade di mano, rotola lungo le assi del palco, e resta oggetto ambito per il bimbo che l’ha ascoltata in una sorta di rapimento. Il bimbo vuole essere una bimba e il suo successo sarà determinato dalla tenace fedeltà a se stesso, ma anche dal “rossetto”. Diventerà un bellissimo boxer, orgoglioso di sé, e quando avrà il coraggio di salire sul ring truccato ombretto, fard, mascara, labbra dipinte e nastri colorati tra i capelli sarà agli occhi dei suoi fans un individuo unico e grande come il suo talento. E’ la storia vera di una trans tailandese da cui è stato tratto il film di Ekaichai Uekrongtham (Tailandia 2003) ( …) Alternando immagini struggenti di boschi nebbiosi alla Bangkok dei mercati, dei ring, della prostituzione, la pellicola non abbandona il personaggio alla narrazione facile che vedrebbe contrapporsi le discriminazioni passate al riscatto ottenuto grazie alla fama, ma lo segue in una silenziosa poesia di formazione. Piccolissimo, al seguito di un monaco, si concentra per allontanare da sé “i pensieri colpevoli” (sempre legati al desiderio di abbellirsi ) temendo che questi, secondo il dettato dell’insegnamento religioso, possano provocare danno ai suoi genitori. Padre e madre sono poveri, e nello sforzo di aiutarli, Toom, il futuro boxer, cerca di fare di tutto, fino a quando non scopre in sé inaspettatamente un talento da pugile. Ma del pugilato non può amare la violenza, bensì l’orientale eleganza, e la disciplina praticata nei brumosi paesaggi della campagna. Ad incantare è la disarmante e strenua autenticità del personaggio bersagliato dai compagni di allenamento, deriso dagli avversari sul ring. Il segreto della sua forza appare proprio la sua particolarità, tanto quanto i suoi trucchi, che l’allenatore un intelligente trainer, contraltare del padre repressivo gli consiglia di acquistare di ottima qualità e resistenti all’acqua, in modo che il sudore non possa danneggiare il bel volto dipinto. Vincerà con i guantoni, i capelli lunghi, e il rossetto sulle labbra.





Edited by Scar - 3/11/2009, 12:16

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Io non so più dolce cosa
nè dimora altra mi piace,
che vagar nella mia pace,
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A me stessa, è vero, basto,
non mi punge alcuna brama;
pur amar posso chi m'ama
e investirlo del mio fuoco.
Voi m'udite ora; fra poco
chi sarà da me beato?
Forse un misero cascato
fino al fondo giù nell'onta.
Una grazia piena e pronta
gli fa impeto nel cuore;
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Ciao Scar ma il cineforum di dicembre è martedi 1 o 8?
Grazie
 
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Gentil Lella

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martedì 1 (domani), presto tutte le info

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Appartenenti alle classi più alte della società mediorientale, Reema e Omar si preparano al matrimonio della figlia Tala. Ma ritornata a Londra per motivi di lavoro, Tala incontra Leyla, una giovane donna di origine indiana che esce con Ali, il miglior amico di Tala. Tala vede qualcosa di unico nella semplice, impacciata, sensibile Leyla che segretamente si sta impegnando per diventare una scrittrice. Comincia così un cammino di sfida per la solare e schietta Tala che la porterà a scoprire inattesi sentimenti verso Leyla. Quando le due donne si ritrovano prese una dell'altra, il senso del dovere e la cultura tradizionalista di Tala la spingono ad allontanarsi da Leyla e prendere il primo volo per la Giordania, dove i preparativi per il suo sontuoso matrimonio procedono speditamente. Quando i vari parenti cominciano ad arrivare e il giorno delle nozze si avvicina, la pressione interiore sale e Tala sente il bisogno di liberarsi da quest'angoscia. A Londra Leyla ha il cuore a pezzi ma sta cercando di superare la sua esitazione, di liberarsi dalle costrizioni materne e di abbandonare il suo fidanzato Ali, iniziando così ad essere onesta e sincera coi suoi genitori per quanto riguarda la sua sessualità. Sarà con l'aiuto di Ali e dell'esuberante sorella Zara che Leyla e Tala ritorneranno insieme, dopo che quest'ultima sarà riuscita ad abbandonare i vecchi pregiudizi sull'amore. (Shamim Sarif)

Edited by Scar - 1/12/2009, 18:23

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